Come si svolge la prima visita dal Nutrizionista? - Dott.ssa Monica Binello Biologa Nutrizionista

Il primo incontro con il nutrizionista è fondamentale, non solo per il paziente, ma anche per il professionista.

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Il paziente, infatti, si rivolge al nutrizionista per imparare a mangiare e per risolvere alcune sue problematiche che non sono necessariamente legate soltanto al peso, ma possono riguardare anche disturbi come la colite o la gastrite, oppure patologie come il diabete. È quindi fondamentale anche per il nutrizionista individuare bene queste problematiche, per poter poi creare uno schema nutrizionale personalizzato.

La prima visita si basa fondamentalmente su una chiacchierata tra il professionista e il paziente, utile a conoscere l’attuale stile di vita della persona, le sue abitudini e la sua quotidianità.

In questo modo è possibile dare istruzioni non soltanto su come e quanto mangiare, ma anche su come distribuire i pasti e su come organizzarsi per mangiare fuori casa, un’evenienza che capita sempre più di frequente.

Naturalmente, durante la prima visita bisogna effettuare una valutazione antropometrica per recuperare i dati relativi all’altezza, al peso e, soprattutto, alla composizione della massa corporea. Per questo, presso il mio studio viene effettuata un’analisi bioimpedenziometrica delle strutture cellulari che compongono l’organismo: la massa muscolare, la massa ossea, la massa grassa e l’acqua. Queste sono tutte variabili importanti che incidono sul peso e che vanno valutate nel tempo per monitorare come variano man mano che si porta avanti lo schema alimentare consigliato.

È opportuno che la persona che si rivolge al nutrizionista porti con sé gli esami ematochimici (del sangue) e, soprattutto in caso di patologie o di disturbi particolari, eventuali indagini diagnostiche effettuate su consiglio del proprio medico. In questo modo, la situazione della persona potrà essere presa in considerazione in maniera ancora più approfondita.

La prima visita deve avere come risultato un piano alimentare concordato tra il nutrizionista e il paziente, in modo da rispettare non soltanto il metodo del professionista, ma anche il tipo di vita che conduce il paziente.

La dieta giusta? Deve piacere!

La percentuale di successo è legata strettamente al fatto che il paziente segua con piacere quanto gli è stato indicato e che, soprattutto, capisca che dietro alle regole imposte ci sono delle valide motivazioni. Solo comprendendo queste motivazioni, il paziente accetterà sicuramente di più le regole.


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